UN NUOVO TIPO DI CONCREZIONAMENTO CARBONATICO SCOPERTO NELLA GROTTA TURBINE SUL MONTE CANIN

Durante le esplorazioni della Grotta Turbine (2225 m slm, Monte Ursic, massiccio del Canin) sono state osservate alcune piccole concrezioni attive di calcite, che si sviluppano sulla nuda roccia al culmine di una galleria fortemente. Considerata la generale scarsità di concrezionamento all’interno dei sistemi carsici dell’area, anche a quote molto più basse, il Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano ha avviato, con il prof. Paolo Forti dell’Università di Bologna, uno studio di questi speleotemi, simili per forma ai Ventagli di Grotta presenti in alcune grotte tropicali del Borneo. Si tratta, evidentemente, di un caso evidente di convergenza delle forme, dato che il meccanismo di genesi è, ovviamente, molto differente.

Lo sviluppo dei nuovi coralloidi del Canin, infatti, è indotto, durante tutto l’anno, dalla condensazione del flusso ascendente di aria relativamente calda e umida proveniente dal fondo della cavità, a cui si aggiunge, essenzialmente nel periodo estivo, la fusione del ghiaccio in contatto diretto con il relativamente sottile strato roccioso sovrastante la grotta. La peculiarità di queste concrezioni è che, nonostante la temperatura rigida della grotta, si sviluppano esclusivamente per evaporazione.
Si tratta quindi di un rinvenimento eccezionale, sia per l’estrema rarità di concrezioni nelle grotte del Canin che per il peculiare meccanismo di formazione.
Un ulteriore tassello per disegnare il valore assoluto dell'area carsica del Canin.
Articolo di Giuseppe Muscio, Circolo Speleologico e Idrologico Friulano
Le foto sono di Adalberto D’Andrea, Circolo Speleologico e Idrologico Friulano